Gli strumenti compensativi e dispensativi per studenti con Disturbo Specifico dell’Apprendimento

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Gli strumenti compensativi e dispensativi per studenti con Disturbo Specifico dell’Apprendimento

  • articolo a cura della Dott.ssa Chiara Maria Ostini

Quando si parla di DSA e scuola è inevitabile parlare di strumenti compensativi e dispensativi, tema delicato e spesso portatore di conflitti e incomprensioni. Infatti, se non è chiaro in cosa consistano questi strumenti, nonché come e quando vadano usati, si corre il rischio di arrecare più danno che beneficio al ragazzo che ne avrebbe diritto. Può succedere, infatti, che l’insegnante sia resistente a concederli perchè li ritiene un’indebita facilitazione, oppure lamenti che lo specialista si sia limitato a una lista di esoneri e facilitazioni, senza spiegare come e quando andrebbero applicati; al contempo non è raro incontrare il rifiuto del ragazzo stesso (soprattutto se già grandicello), che non vuole avere un trattamento diverso dal resto della classe e manifesta vergogna e senso di esclusione.

Studenti con Disturbo Specifico dell’Apprendimento Sesto San Giovanni e Milano

Queste situazioni possono essere evitate se vi è lavoro di squadra tra psicologo, insegnanti e genitori e se tali strumenti vengono introdotti in modo corretto.

Prima di tutto è necessario distinguere gli strumenti compensativi da quelli dispensativi: il fatto che vengano citati spesso insieme non significa che siano la stessa cosa; al contrario le loro finalità sono molto diverse tra loro e ne consegue che anche il loro uso non può essere indiscriminato. Gli strumenti compensativi, come dice il loro nome, servono a compensare un’abilità mancante, ovvero a consentire allo studente di raggiungere gli stessi livelli di apprendimento della classe, nonostante la sua specifica difficoltà. Potremmo dire che anche gli occhiali sono uno strumento compensativo, perchè permettono all’alunno con problemi di vista di leggere al pari dei propri compagni, senza affaticarsi maggiormente. Rientrano, quindi, tra queste misure tutti gli strumenti e le modalità di insegnamento che permettono a un ragazzo con DSA di raggiungere gli stessi (e va sottolineato “gli stessi”) obiettivi didattici dei compagni; quindi l’uso di una sintesi vocale e di libri in formato digitale, ma anche avere più tempo durante le verifiche, perchè se un alunno, a causa della sua disortografia, è più lento degli altri, un tempo maggiore gli è necessario per avere le stesse opportunità degli altri di fare un buon lavoro.

Al contrario gli strumenti dispensativi sollevano l’alunno da alcune attività o abilità che si ritengono troppo difficoltose per lui. In questo caso, quindi, gli obiettivi didattici vengono ridotti o non vengono presi in considerazione alcuni apprendimenti normalmente valutati; alcuni esempi sono l’esonero della lettura ad alta voce o il non considerare gli errori ortografici nella correzione di un tema.

La distinzione importante è quindi che, mentre gli strumenti compensativi servono a mettere lo studente nelle stesse condizioni di apprendimento dei compagni e, quindi, è bene introdurne il più possibile perchè consentono una normalizzazione del ragazzo e ne sostengono le abilità, gli strumenti dispensativi esonerano il ragazzo da alcuni compiti e richieste scolastiche e sono, quindi, da usare con parsimonia ed oculatezza, in quanto, in un certo senso, impoveriscono il bagaglio di conoscenza dello stesso. In altre parole, gli strumenti compensativi servono a rendere lo studente autonomo, gli strumenti dispensativi no. Per semplificare, possiamo dire che ha senso introdurre uno strumento dispensativo laddove gli strumenti compensativi non bastano per superare le difficoltà dell’alunno.

In particolare, bisogna stare molto attenti a dispensare dallo studio della lingua straniera, in quanto  in caso di esonero, il ragazzo non conseguirà il titolo di studio che gli permetterà di proseguire il percorso scolastico, ma solo un’attestazione con gli elementi informativi in merito al percorso differenziato seguito. Al contrario, la dispensa dalle prove scritte di lingua straniera non pregiudica l’esecuzione delle prove durate l’esame di stato e quindi la possibilità di conseguire il titolo di studio.

È bene inoltre ricordare che gli studenti con DSA hanno diritto a utilizzare le misure compensative previste anche in sede di esame di stato.

Un’altra riflessione che va fatta su questo argomento riguarda il fatto che uno stesso strumento può essere dispensativo o compensativo, a seconda dell’uso che se ne fa e degli obiettivi didattici valutati in quel momento. Prendiamo l’esempio della calcolatrice: se l’obiettivo di un compito o di una verifica è valutare l’apprendimento delle tabelline, l’utilizzo della calcolatrice è senz’altro uno strumento dispensativo, se, invece, lo scopo è valutare le abilità logiche di risoluzione dei problemi, diventa compensativo, perchè permette anche al bambino con discalculia di esercitare l’abilità oggetto di verifica, senza essere eccessivamente affaticato dal calcolo in cui è carente. Pertanto non solo bisogna scegliere attentamente quali strumenti usare, ma anche in che occasione: ad esempio, un bambino con dislessia può essere esonerato dalla lettura ad alta voce in classe e essere coadiuvato nello studio dai testi digitali, tuttavia non può essere totalmente dispensato dalla lettura, altrimenti la sua abilità già carente verrà ulteriormente compromessa.

In più, non tutti gli studenti devono necessariamente utilizzare tutti gli studenti dispensativi e compensativi; per questo non ha senso fornire agli insegnanti una lunga lista degli stessi, spesso ricavata dai documenti ministeriali, senza indicazioni in proposito. Ogni studente ha caratteristiche proprie e la scelta di quali strumenti utilizzare, nonchè di tempi e modi, deve essere frutto di un’attenta riflessione, da parte dello specialista che lo ha in carico, di tali caratteristiche. In questo senso è fondamentale la collaborazione tra scuola e psicologo, perchè è proprio responsabilità di quest’ultimo guidare gli insegnanti a utilizzare gli strumenti più adatti a uno specifico caso.

Un’altra riflessione da fare riguarda l’introduzione di tali strumenti e l’addestramento al loro uso. Infatti non basta dotare l’alunno di pc, calcolatrice e sintesi vocale per risolvere il problema, bensì è necessario insegnargli a usarli correttamente e in modo proficuo. In questo, un ruolo cruciale lo hanno gli insegnanti, cui spetta il compito di introdurre lo strumento in classe e di monitorare l’uso che ne viene fatto, anche se lo psicologo può essere d’aiuto nell’addestrare il ragazzo e i genitori nel promuoverne l’utilizzo casalingo. Anche l’uso di mappe, che è uno degli strumenti dispensativi più in voga, può essere estremamente utile per rendere l’alunno autonomo nello studio, ma, se mal utilizzate, possono diventare un’ulteriore fatica o un’immotivata semplificazione del materiale di studio.

Prima di adottare un particolare strumento compensativo è quindi necessario valutare una serie di variabili. Nello specifico:

  • se vi è motivazione da parte dell’alunno; infatti, soprattutto nei ragazzi più grandi, può esserci una reazione di rifiuto, spesso legata al timore di apparire diversi. Una soluzione, in questi casi, può essere quella di limitarne inizialmente l’utilizzo allo studio individuale a casa;
  • se vi è almeno un adulto, a casa o a scuola, disponibile all’addestramento iniziale.

Inoltre, è preferibile l’introduzione precoce di tali misure, sia perche si anticipano i benefici, ma anche perchè si riducono i rischi di un rifiuto da parte dell’alunno.

Dott.ssa Chiara Maria Ostini
Psicologa e psicoterapeuta - Sesto San Giovanni

 

Dott.ssa Chiara Maria Ostini - Psicologa e psicoterapeuta a Sesto San Giovanni

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