Regole: istruzioni per l'uso

Regole: istruzioni per l'uso

Quante volte vi capita di sentirvi in colpa per aver detto no a vostro figlio? O di non riuscire a proibirgli qualcosa, per non dover vedere la delusione nei suoi occhi?

Regole: istruzioni per l’uso

È un atteggiamento tipico di una modalità genitoriale, molto diffusa attualmente, basata sull’affettività piuttosto che sulla trasmissione di regole; i genitori di questo tipo sono molto amorevoli, molto attenti a trasmettere affetto e calore ai propri figli  e a concedergli ampia libertà di scelta. Queste caratteristiche sono decisamente positive e vanno coltivate, tuttavia può capitare che, per un eccesso di amore e sollecitudine, si trascuri un altro aspetto fondamentale della funzione genitoriale: la trasmissione di regole e la costruzione di limiti. Sono infatti due i principali compiti del genitore:

  1. dare affetto incondizionato al proprio figlio, affinchè impari che merita di essere amato per il fatto stesso che esiste;
  2. mettere dei confini che aiutino il bambino a comprendere cosa si può fare e cosa no, cosa è giusto e cosa sbagliato e fin dove può spingersi nella sua esplorazione senza correre pericoli.

Questo secondo compito si concretizza anche nella capacità del genitore di stabilire delle regole e di farle rispettare. Può non essere facile, perchè il bambino che si scontra con delle proibizioni che limitano la sua possibilità di fare ciò che desidera sperimenta vissuti di frustrazione che possono risultare intollerabili per un genitore. Infatti il desiderio del genitore è che il proprio bimbo sia felice e può sembrare che la delusione e la frustrazione siano emozioni che devono assolutamente essere evitare per poter perseguire tale obiettivo.
Vedremo invece come confrontarsi con il limite e i vissuti negativi a esso collegati siano esperienze fondamentali per una crescita sana e armonica. I motivi sono i seguenti:

  • il bambino, quando nasce, si ritrova in un mondo sconosciuto e imprevedibile, che può suscitare angoscia e senso di impotenza. Compito dell’adulto è quello di organizzare l’esperienza del bambino, in modo che quest’ultimo possa dare senso a quello che vede intorno a lui e dentro di lui. Le regole, pertanto, servono al bambino per rendere meno imprevedibile, e quindi spaventoso, il mondo e lo aiutano a muoversi in esso con più sicurezza;
  • il bambino è indifeso in un mondo che può apparirgli minaccioso e l’adulto ha il compito di proteggerlo e insegnarli ad affrontare la realtà; ha quindi un ruolo di guida e protettore. Un adulto capace di stabilire regole adeguate e di farle rispettare, mantenendosi amorevole e attento ai bisogni del bambino, infonde sicurezza nel bambino; al contrario un adulto che cede a ogni richiesta del bambino o che non riesce a stabilire dei limiti protettivi può essere fonte di incertezza e preoccupazione nel figlio, che non si sente adeguatamente protetto;
  • il bambino piccolo ha bisogno di un ambiente stabile, che lo aiuti nella regolazione dei suoi bisogni. Per questo creare delle routine e rispettarle, oltre a dare un senso di ordine e prevedibilità, aiutano il bambino nel processo di autoregolazione;
  • infine, nella vita il bambino incontrerà molte occasioni in cui dovrà confrontarsi con i limiti esterni dell’ambiente o propri interni, non è pensabile che crescendo potrà fare e ottenere sempre tutto quello che vuole. Vivere delle piccole frustrazioni e imparare a gestirle gli sarà di grande aiuto nella vita futura quando si imbatterà con altre difficoltà (ad esempio quelle scolastiche).

Detto ciò, è normale sperimentare un pò di senso di colpa quando diciamo no: pensare che quel no è utile al nostro bambino può però aiutarci a essere più sicuri di noi stessi.

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Dott.ssa Chiara Maria Ostini - Psicologa e psicoterapeuta a Sesto San Giovanni

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