I disturbi specifici dell’apprendimento: quali soluzioni?

I disturbi specifici dell’apprendimento: quali soluzioni?

  • articolo a cura della Dott.ssa Chiara Maria Ostini

Premessa fondamentale è che se un bambino soffre di un disturbo dell’apprendimento, a causa della natura genetica di questi disturbi, non può “guarire”; tuttavia può potenziare le sue abilità e compensare i suoi deficit, utilizzando al meglio le abilità intatte. Obiettivo principale di ogni trattamento non sarà quindi la completa risoluzione delle difficoltà, bensì portare il bambino o il ragazzo nelle condizioni di poter apprendere al pari dei propri compagni, nonostante le sue peculiarità. Infatti un bambino con un DSA è un bambino con un’intelligenza nella norma ma che fa una fatica estrema in una particolare area dell’apprendimento (la lettura, ad esempio, o il calcolo): è come se facesse dieci volte la fatica di un coetaneo con pari intelligenza.

Trattamento DSA Sesto San Giovanni e Milano

Lo sforzo di qualsiasi intervento, sia didattico che specialistico, deve essere volto proprio a ridurre questa fatica, a permettere a quel bambino di raggiungere gli stessi obiettivi di studio dei suoi coetanei, con lo stesso tempo e la stessa fatica. Non si tratta quindi nè di ridurre e/o semplificare gli argomenti di studio, nè di fornire aiuti che, in qualche modo, facilitino eccessivamente lo studente, bensì di neutralizzare le difficoltà, per metterlo allo stesso livello potenziale dei compagni. Significa, in ultima analisi, garantire a chi ha un DSA le stesse opportunità di apprendimento degli altri.

Ad esempio, dal momento che per uno studio autonomo è necessario avere una velocità di lettura di almeno 2.5/3 sillabe al secondo, è importante che un ragazzino dislessico del secondo ciclo della primaria o della secondaria raggiunga tale velocità, altrimenti sarà penalizzato in tutte le materie di studio; pertanto  è importante proporre un trattamento mirato al raggiungimento di questo obiettivo. Se però tale traguardo non fosse possibile, è altrettanto importante fornire al suddetto ragazzino degli strumenti alternativi (ad esempio i libri digitali e la sintesi vocale), che gli permettano di raggiungere comunque lo studio autonomo, fondamentale per una buona riuscita scolastica.

È bene ricordare che ogni bambino è a sè, quindi gli interventi dovranno essere personalizzati sul singolo, perchè quello che può essere ottimale per uno può non funzionare per un altro. È, inoltre, importante sottolineare che un intervento efficace prevede il coinvolgimento e la collaborazione di tutti gli attori, quindi i genitori, gli insegnanti e lo specialista (solitamente uno psicologo specializzato in DSA). Questo per due ordini di ragioni:

  • qualsiasi trattamento, per risultare efficace, deve essere intensivo; non basta un’ora alla settimana nello studio dello psicologo per fare progressi, ma è necessario esercitarsi anche a casa, quindi il coinvolgimento dei genitori è fondamentale;
  • come detto sopra, oltre al trattamento per il recupero delle abilità, sono necessari degli accorgimenti didattici, per permettere al ragazzo di apprendere al pari dei compagni (i famosi strumenti compensativi e dispensativi), quindi è fondamentale anche il ruolo degli insegnanti, che dovranno adattare le proprie modalità.

Per quanto riguarda il trattamento per abilitare particolari abilità (ad esempio, la lettura o la scrittura), assistiamo a un moltiplicarsi di programmi e metodi “miracolosi” e spesso anche costosi. Come orientarsi in mezzo a tanta offerta? Innanzi tutto è bene affidarsi a un professionista serio, psicologo e specializzato in disturbi dell’apprendimento; in secondo luogo è bene diffidare da chi pubblicizza metodi che promettono la completa risoluzione di tutte le difficoltà: come già detto, di discalculia o di dislessia non si guarisce e chi ne soffre farà sempre un pò di fatica in più. Accettarlo è il primo passo per non disperdere le proprie energie dietro “ricette miracolose” ma utilizzarle per dare un aiuto concreto ai propri figli.

Un’altro aspetto da tenere presente è che la ricerca in questo campo ha evidenziato come i trattamenti che danno i migliori risultati siano quelli intensivi, cioè che prevedono cicli di 3-4 mesi, durante i quali al ragazzo è chiesto di esercitarsi dalle tre alle cinque volte a settimana. Solitamente, vengono affiancate a una seduta settimanale dallo psicologo delle sedute casalinghe più brevi, spesso grazie al supporto di programmi informatici, durante le quali lo studente può esercitarsi da solo oppure con l’affiancamento di un adulto.

Nello specifico, per il trattamento dei disturbi della lettura e scrittura, il più efficace in termini di costi-benefici, attualmente, sembra essere il trattamento sublessicale, in cui si lavora sulle parti costituenti le parole (suoni e sillabe). Tuttavia, come si è detto, ogni bambino è a sè, quindi alcuni bambini potrebbero rispondere meglio ad altri tipi di trattamento; un confronto con un specialista competente saprà spiegare caso per caso la soluzione migliore.

A prescindere dal trattamento adottato, è molto importante motivare l’alunno, perchè la motivazione è il motore che lo spinge a impegnarsi a fondo in compiti che possono risultare difficoltosi. Il modo migliore per motivare qualcuno è senz’altro fargli sperimentare il successo: se ci sentiamo in grado di fare qualcosa è probabile che ci impegneremo ancora di più, mentre se sperimentiamo solo insuccessi è molto più probabile che smetteremo di usare le nostre energie in quello specifico campo. Per questo motivo insistere troppo a far esercitare i bambini con un DSA è spesso controproducente: ad esempio, se un bambino con dislessia che fatica a codificare le singole lettere è obbligato a leggere pagine e pagine, con la convinzione che “con l’esercizio migliorerà”, è molto probabile che non solo non farà progressi, ma inizierà ad avere un rifiuto per la lettura, per lui così ostica. Bisogna, al contrario, andare a lavorare sull’abilità non ancora acquisita: nel bambino del nostro esempio questo significa proporre degli esercizi sul riconoscimento delle lettere. Soltanto quando l’abilità sarà stata appresa si può passare allo stadio successivo. Inoltre è importante proporre attività che siano alla portata del bambino, in modo che possa sperimentare piccoli successi che lo spronino a continuare, e dare rimandi positivi quando fa bene. Il sentirsi competente è la chiave del miglioramento: moltissimi studenti con DSA vanno incontro ad abbandono scolastico perchè i continui fallimenti sperimentati li hanno portati all’erronea convinzione di non essere capaci di migliorare.

In conclusione, un trattamento studiato su misura dello studente, i dovuti accorgimenti didattici e un adeguato sostegno possono aiutare qualunque bambino o ragazzino con disturbo specifico dell’apprendimento a sperimentare successo e soddisfazione scolastica.

Dott.ssa Chiara Maria Ostini
Psicologa e psicoterapeuta - Sesto San Giovanni

 

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Ultima modifica: 03/04/2018

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