EMDR: a cosa serve?

EMDR: a cosa serve?

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è uno strumento psicoterapeutico molto versatile che, da quando è stato scoperto nel 1989, è stato applicato con successo a numerose situazioni e patologie

EMDR: a cosa serve? | Sesto San Giovanni

Inizialmente veniva impiegato dagli psicologi per diminuire stati di disagio associati a ricordi traumatici, perché alla base del suo funzionamento vi è il sistema fisiologico di Elaborazione Attiva dell’Informazione e la possibilità, qualora questo si fosse bloccato in seguito a un’esperienza traumatica, di agire su di esso. Dal momento che scopo dell’EMDR è permettere l’elaborazione di ricordi traumatici, questo strumento è utilizzato primariamente per assistere vittime di traumi, laddove per trauma si intenda “esposizione a situazione di morte reale, minaccia di morte o grave lesione” (DSM V) e che tale minaccia può riguardare sé o altri. Quindi viene utilizzato soprattutto nel trattamento dei disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti, in particolar modo del disturbo da stress post traumatico (PTST), per il quale ha un’altissima percentuale di efficacia (già dopo 3-6 sedute si ha dal 77 al 100% di remissione dei sintomi in vittime di traumi singoli).

Inoltre l’EMDR è sempre più usato dagli psicologi dell’emergenza, come primo intervento in caso di tragedie e catastrofi naturali: ad esempio attentati terroristici e terremoti, ma anche con classi scolastiche che hanno perso un compagno per incidente o suicidio. Infatti si parla di trauma non soltanto quando si vive in prima persona la minaccia di morte o pericolo per l’incolumità fisica, ma anche quando si assiste o si viene a conoscenza di un evento traumatico accaduto ad altri. Quindi venire a conoscenza che un proprio parente stretto è morto di una morte improvvisa o violenta è considerato un trauma a tutti gli effetti, in quanto può provocare gli stessi sintomi di un’esperienza traumatica vissuta in prima persona. Anche in questo caso, l’utilizzo dell’EMDR permette di elaborare il ricordo del momento in cui si è venuto a conoscenza della notizia.

Sebbene il trattamento del PTSD e delle vittime di traumi resti il campo d’elezione per l’applicazione dell’EMDR, esso può rivelarsi molto utile anche in altre situazioni. Infatti, il concetto di trauma è soggettivo e ciascuno di noi può vivere in modo traumatico una situazione che per altri non lo è e sviluppare, in seguito, dei sintomi o delle sensazioni di disagio. Nel corso della vita si possono sperimentare una serie di microtraumi che, soprattutto se ripetuti nel tempo, possono scaturire in una difficoltà psicologica e in sintomi diversi da quelli propriamente tipici del PTSD. In questi casi, il legame tra trauma e disagio è meno diretto e immediato, tuttavia gran parte delle difficoltà psicologiche hanno origine da esperienze vissute come traumatiche e possono quindi trarre beneficio da una terapia con EMDR.

Per esempio, se un individuo ha avuto un’infanzia caratterizzata da continui e violenti litigi tra genitori, l’esposizione reiterata a questi scoppi d’ira e violenza può essere stata traumatica per lui, che ha sperimentato un senso di insicurezza e impotenza. Questo stesso individuo potrebbe nel tempo sviluppare un disturbo d’ansia che ha le sue radici nel senso di instabilità tipico dei bambini esposti a relazioni genitoriali altamente conflittuali, quindi nei microtraumi a cui è stato sottoposto nel corso di tutta la sua infanzia. Potrebbe darsi che, quando sperimenta vissuti d’ansia, sia il ricordo di quei momenti a disturbarlo, quindi elaborare tramite EMDR gli episodi in cui i genitori litigavano davanti a lui potrebbe alleviare i suoi sintomi.

In casi come questi, in cui la connessione tra trauma e sintomo è meno lineare rispetto a una situazione di disturbo da stress post traumatico, la guarigione è più lenta e richiede che la tecnica EMDR venga integrata a una psicoterapia tradizionale. Sarà il terapeuta ha stabilire quando e in che modo introdurre la stimolazione bilaterale, per rinforzare il lavoro svolto e sciogliere alcuni nodi.

Pertanto l’EMDR è uno strumento utile anche per il trattamento di numerosi altri disturbi, tra cui:

  • disturbi d’ansia (fobie, disturbo da panico, disturbo d’ansia generalizzato, ansia da prestazione);
  • problemi di condotta e di autostima;
  • elaborazione del lutto;
  • disturbo da dimorfismo corporeo;
  • disfunzioni sessuali;
  • dolore cronico;
  • situazioni familiari complesse, caratterizzate da dinamiche intergenerazionali disfunzionali;
  • problematiche relativa all’adozione.

Dott.ssa Chiara Maria Ostini - Psicologa e psicoterapeuta a Sesto San Giovanni

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Ultima modifica: 03/04/2018

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